FICO: La Disneyland del cibo

14/12/2017


In quella che un tempo si definiva “Bologna la Grassa” e oggi “Bologna the city of food” si sono (finalmente) aperti i portoni di Fico Eataly World, acronimo per Fabbrica Italiana Contadina, il più grande parco agroalimentare del mondo, fino a questo momento il progetto più ambizioso della società fondata nel 2003 dal guru dell’alimentare Oscar Farinetti.

Quella che è già stata definita la Disneyland del cibo per funzionare a pieno regime dovrebbe attirare quattro milioni di visitatori nel primo anno e arrivare a sei nel giro di un triennio nei 100 mila metri quadrati (di cui 80 mila coperti) ricavati nell’ex Centro agroalimentare di Bologna (Caab), un edificio nella periferia nord-est della città. Parcheggiata l’auto ci si muove a piedi o sulle Ficobike (con cestino della spesa annesso) per visitare agilmente i pascoli, le stalle dove si trovano circa 200 animali di razze autoctone italiane, i frutteti (tra cui un agrumeto coperto) e gli orti (per un totale di duemila varietà).

Ci sono poi le “fabbriche contadine artigianali” per la produzione di carne, pesce, pasta, formaggi e dolci, le botteghe e i negozi per la vendita diretta, i chioschi, i luoghi di ristoro e anche diversi ristoranti stellati. Il progetto architettonico è stato curato da Thomas Bartoli, responsabile di Eataly Design, con l’idea di accogliere in uno stesso luogo tutte le fasi di trasformazione del prodotto, dalla coltivazione alla vendita, fino al consumo. Una struttura semplice, “a cemento zero”, con una grande galleria centrale da mercato all’ingrosso, è caratterizzata da elementi di acciaio, materiali naturali e tanto verde che garantisce un continuum tra spazi interni ed esterni. Non mancano le aree dedicate a sport e attività (oltre 30 al giorno).

Per i bambini, aule didattiche e sei grandi giostre educative multimediali, progettata dallo studio milanese Limiteazero con Clonwerk, centro di produzione video sempre milanese: le prime cinque dedicate al rapporto dell’uomo con il fuoco, la terra, gli animali, il mare, e alle lavorazioni di vino, olio e birra, mentre la sesta è un giardino coperto progettato da Carlo Ratti, direttore del Senseable City Lab dell’Mit di Boston e guida creativa per la realizzazione dell’Area del Futuro di Fico,dove i visitatori potranno scegliere e piantare i propri semi e monitorare la loro crescita da casa tramite una app. Fico è dotato anche di un centro congressi modulabile da 50 a mille persone, un teatro e un cinema gestito dalla Cineteca di Bologna.

Fonte: Abitare



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