Investimenti! Guarda i valori dei flussi in Brasile e in Italia nel 2020

03/03/2021


In un’ambiente di incertezze riguardo il futuro del Brasile, dovuto alla pandemia del nuovo Coronavirus, gli investimenti diretti esteri (IED) hanno raggiunto 34,2 miliardi di dollari, il 2,38% del PIL del paese, meno della metà dei 69,2 di dollari (3,68% del PIL) registrati nello stesso periodo nel 2019.

Nell’ottobre del 2020, 1,8 miliardi di dollari di investimenti esteri è entrato nel settore produttivo, secondo la Banca centrale. Tuttavia, nello stesso periodo dell’anno scorso, l’importo era stato di 8,2 miliardi di dollari.
Nel periodo di 12 mesi fino a ottobre del 2020, il saldo di investimenti esteri è stato di 43,5 miliardi di dollari, che rappresenta il 2,94% del prodotto interno lordo brasiliano (PIL).
La stima della Banca Centrale è che gli investimenti esteri diretti nel Paese raggiungeranno i 50 miliardi di dollari nel 2020. Questo valore è stato aggiornato nell’ultimo rapporto trimestrale d’inflazione (RTI), a dicembre del 2020.

I piani di privatizzazione del Governo Federale, che avevano una portata più modesta del previsto, non sono stati capaci di attrarre una quantità di investimenti sufficiente a coprire le perdite causate dalla pandemia e dall’instabilità e dall’incertezza economica che il Paese attraversa.
Ad ogni modo, l’aspettativa è che il Brasile rimanga tra i principali destinatari di investimenti esteri diretti nel mondo. Secondo il “2020 e-Handbook of Statistics”, formulato dall’UNCTAD, il Brasile è stato il settimo Paese che ha ricevuto il maggior numero di investimenti diretti esteri nel 2019, arrivando alla cifra di 72 miliardi di dollari. Il valore è il più alto tra i paesi in via di sviluppo. Lo studio sottolinea che il Brasile è ancora un importante partner commerciale e un luogo per investimenti redditizi.
Alcuni dei buoni motivi per investire in Brasile sono: il suo immenso mercato di consumo, il sesto più grande del mondo; il tasso di cambio vantaggioso al momento; la grande estensione territoriale del paese, che permette una serie di attività economiche diverse; e le importanti lacune che possono essere sfruttate dal capitale straniero, tanto in attività produttive così come nelle opere infrastrutturali, ad esempio.

Allo stesso modo, il primo semestre del 2020 ha rappresentato per l’Italia un calo dei flussi di IDE di circa l’85% rispetto al secondo semestre del 2019, dopo la crisi causata dal COVID-19, che ha tagliato gli investimenti esteri globali del 50% nello stesso periodo, secondo i dati dell’OCSE.

L’Italia occupa il 58 ° posto nel rapporto Doing Business della Work Bank per l’anno 2020, perdendo sette posizioni rispetto all’anno precedente, a causa della crisi economica e sanitaria. Il Brasile occupa solo il 124 ° posto.

Secondo CEIC Data, i flussi di IDE italiani hanno totalizzato 13,6 miliardi di dollari nel 2020. Lo stock di IED era di circa 445 miliardi di dollari nel 2019, con l’Italia al 15 ° posto tra le prime 20 economie riceventi, secondo l’UNCTAD World Investment Report 2020.

Gli investimenti sono diretti principalmente ai settori manifatturiero, all’ingrosso e al dettaglio, finanziario, assicurativo e IT. Secondo i dati più recenti, forniti a novembre 2020 dall’Italian Trade Agency (ITA), gli investitori stranieri posseggono azioni significative in 12.768 società italiane. Alla fine del 2019, queste aziende impiegavano 1.211.872 lavoratori con un fatturato totale di 573,6 miliardi di euro.

Le ragioni per investire in Italia sono: il fatto che il Paese è uno dei maggiori mercati dell’Unione Europea; la sua economia diversificata e la manodopera qualificata; la sua posizione come uno dei principali paesi produttori del mondo; la sua buona infrastruttura; e, la sua posizione strategica, al crocevia tra Europa, Nord Africa e Medio Oriente.

Fontes: CEIC DataEstadãoITAUNCTAD



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