Leggi l’intervista di Tribuna Economica al nostro presidente Alessandro Barillà

09/12/2020


È un momento difficile per l’economia mondiale ed ovviamente anche per il Brasile, ancora in piena emergenza Covid. Il Governo attuale ha realizzato importantissime riforme, come quella del Lavoro e della Previdenza, ma deve continuare con le altre riforme dell’Amministrazione e Tributaria e con le Privatizzazioni delle Aziende Pubbliche. La maggiore sfida oggi è in diminuire la dimensione della macchina statale. Tagliare le spese di funzionamento in favore degli investimenti pubblici. Il Ministro dell’ Economia è molto attento a mantenere l’ inflazione (ossia i tassi d’interesse) bassa e il Real svalutato per favorire sia le esportazioni che l’attrattività ad investire nel paese.

Il Governo ha approvato recentemente via decreto-legge una strategia di lungo periodo (2021-2031) per aumentare l’Indice di Sviluppo Umano (Isu) del Brasile e portarlo ai livelli di altri paesi del Sudamerica, come Cile e Uruguay. Nel 2018 l’Isu del Brasile era di 0,761 su una scala da 0 a 1, quello dell’Uruguay era 0,806 e quello del Cile 0,847 (per farsi un’idea, quello dell’Italia nel 2018 era 0,883).

Il decreto traccia una serie di mete economiche, istituzionali, sociali, ambientali e infrastrutturali che devono essere raggiunte entro il 2031 per portare il Paese ad una crescita media annua del Pil compresa tra il 2,2% e il 3,5%.

Oggi come non mai nella storia è un momento estremamente favorevole per investire in Brasile per i seguenti fattori: in primis un mercato da 215 milioni di consumatori e un parco industriale sviluppato con tecnologie di punta in settori specifici (oil & gas, biodiesel, aeronautica, etc.) e grande produttore di commodities agricole e di metalli. 

Ha una rete di accordi fiscali internazionali (anche con l’Italia). Si osserva convergenza con i principi contabili internazionali (Ias/Ifrs); bassa inflazione; bassissimi tassi d’ interesse; eccellente cambio Euro/Real (in media 6,5); basso valore degli Assets (sia per perdita di valore da crisi che da cambio, quando valorizzati in Euro) e per finire, Paese in fase di riforme strutturali per garantirne crescita di lungo periodo. Ha avviato il processo di adesione all’Ocse nel maggio del 2017.



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