Il consumo di pasta è quasi doppiato in 10 anni, dice uno studio italiano

29/10/2021


Uno studio italiano ha rivelato che il consumo di pasta, uno dei piatti più tradizionali del paese europeo, è raddoppiato a livello mondiale negli ultimi 10 anni – il periodo tra il 2010 e il 2020 – passando da 9 a circa 17 milioni di tonnellate all’anno.

Le cifre e le tendenze del piatto simbolo della cucina italiana sono state rese note dai produttori di pasta dell’Unione Italiana Food in occasione della “Giornata mondiale della pasta”, celebrata in tutto il mondo questo lunedì (25).

Secondo l’indagine, la classifica dei consumi è guidata dagli italiani, dato che ogni cittadino consuma oltre 23 kg di pasta all’anno. Seguono i tunisini (17 kg), i venezuelani (15 kg) e i greci (12,2 kg).

Nel complesso, un piatto di pasta su quattro consumato nel mondo proviene dall’Italia, con 3,9 milioni di tonnellate di pasta prodotte dai pastifici del paese. Con questo, l’Italia si conferma leader mondiale nella produzione di pasta, davanti a Stati Uniti, Turchia, Egitto e Brasile.

L’Italia rimane anche un riferimento nella produzione (3,9 milioni di tonnellate) e nelle esportazioni (2,4 milioni di tonnellate).

Secondo l’Unione Italiana Food, più della metà della produzione italiana (62%) va all’estero. I paesi verso cui l’Italia esporta di più sono Germania, Regno Unito, Stati Uniti, Francia e Giappone, mentre quelli da cui provengono le più importanti performance del 2020 sono Cina, Canada, Spagna e Arabia Saudita.

Da gennaio a luglio 2020, le esportazioni di pasta hanno registrato un calo del 9,4%, ma rispetto allo stesso periodo del 2019, nell’era “pre-Covid”, c’è stato un aumento del 13%.

Per quanto riguarda i volumi esportati di pasta, i cinque mercati più strategici sono Germania (+6%), Francia (+2%), Giappone (+4%), Stati Uniti (+10%) e Regno Unito (-4%), che presenta l’unico dato negativo rispetto al 2019, conseguenza della Brexit.

Il settore italiano della pasta conta quasi 120 aziende, oltre 10.200 dipendenti e genera un valore di 5,6 miliardi di euro.



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