Le Camere di Commercio di Francia, Germania, Belgio, Paesi Bassi, Italia, Portogallo e Lussemburgo hanno discusso degli impatti sui settori dell’energia, dei macchinari e dell’agroalimentare

A circa quattro mesi dall’entrata in vigore provvisoria dell’Accordo Mercosur–Unione Europea, dirigenti, esperti e rappresentanti delle Camere di Commercio europee si sono riuniti presso l’Associazione Commerciale di Rio de Janeiro (ACRJ) per promuovere un confronto incentrato sugli aspetti strategici dell’accordo, quali competitività, investimenti, integrazione delle filiere produttive, innovazione e opportunità di business.

Negoziato per quasi 30 anni, l’Accordo Mercosur–UE coinvolge un mercato di 720 milioni di persone, con un PIL di circa 22,4 trilioni di dollari, e istituisce una delle più grandi aree di libero scambio al mondo, oltre a rappresentare il più importante accordo commerciale mai concluso dal Mercosur.

«Questo incontro rappresenta un passo importante per trasformare le opportunità previste dal trattato in attività commerciali, investimenti e partnership concrete. L’unione delle Camere di Commercio europee di Rio de Janeiro rafforza l’importanza di affrontare insieme questo tema in un momento strategico per le relazioni tra Mercosur e Unione Europea, avvicinando le imprese, condividendo conoscenze e contribuendo affinché i benefici di questa integrazione arrivino concretamente al settore produttivo», afferma Jean-Michel Lang, presidente della CCIFB-RJ.

Nel panel dedicato all’energia, moderato da Creuza Coelho, della Camera Portoghese, e al quale hanno partecipato Sébastien Lahouste, di Fluxys, Marco Ristuccia, di FGV Europe, Adriano Pires, del CBIE e della Camera Portoghese, e Frederico Pereira, di Galp, è emerso un consenso sul fatto che l’accordo rappresenti un passo avanti nel rafforzamento dei rapporti tra i due continenti, favorendo una maggiore convergenza giuridica e normativa. Questo processo può aumentare la certezza del diritto e creare un ambiente più favorevole all’ingresso di investimenti esteri in Brasile.

Nel dibattito dedicato ai macchinari, si è discusso di come l’accordo possa trasformare la visione di un mercato incentrato sul prezzo, incentivando i clienti a ricercare qualità e maggiore durata delle attrezzature. Ciò potrebbe rendere il mercato europeo un’alternativa a quello asiatico, che, a seconda del prodotto, riesce a offrire prezzi fino al 30% inferiori. Secondo Pedro Becker, di Jungheinrich, l’accordo viene già utilizzato nelle strategie di negoziazione dei contratti e potrebbe favorire l’accesso ad apparecchiature tecnologicamente più avanzate. Il panel è stato inoltre moderato da Victor Rocha, di AHK Rio, e ha visto la partecipazione di Tiago Moura, di FESTO, e Jens Hüren, di Everllence.

Nel confronto dedicato all’agroalimentare, si è discusso del fatto che l’accordo rappresenti qualcosa di più di un semplice trattato commerciale e rafforzi la necessità di aumentare la produttività del settore. Durante il panel è stato inoltre affrontato il tema del confronto tra i livelli di produzione e di efficienza del Brasile e quelli dei Paesi sviluppati. La logistica, tuttavia, non è ancora all’altezza di questi standard, facendo aumentare il costo delle merci. In questo contesto, l’accordo può rappresentare un elemento di facilitazione per lo sviluppo di nuove opportunità di business.

Sono stati inoltre discussi gli adempimenti relativi alle esportazioni verso l’Unione Europea e i meccanismi utilizzati per aumentare la competitività dei prodotti europei rispetto a quelli provenienti da altri Paesi, nonché le opportunità che l’accordo offre in questo scenario.

Al panel hanno partecipato il Prof. Marcio Fortes, in qualità di moderatore, Antonio Alvarenga, della Sociedade Nacional de Agricultura, e Guilherme Falcão, di Crédit Agricole, associato alla CCIFB-RJ.